LETTERA dalla CARITAS – Gennaio 2026
“Il Signore rivolga a te il suo volto e ti doni pace”. Iniziamo ogni nuovo anno fermandoci a riflettere e a pregare per la pace. Quest’anno è particolarmente bello il messaggio di Papa Leone per la Giornata Mondiale del 1° gennaio 2026, intitolato: “La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante”.
La pace non è un sogno, è possibile
Dobbiamo dircelo con forza: la pace è possibile! Non è solo un accordo scritto, ma un dono che viene dall’Alto. La pace vuole abitare dentro di noi, ha la forza gentile di illuminare la nostra mente e di vincere la violenza. Mentre al male dobbiamo dire un secco “basta”, alla pace possiamo sussurrare “per sempre”.
Il Papa cita Sant’Agostino, che ci invitava a essere “amici della pace”. Diceva che per accendere il desiderio di pace negli altri, dobbiamo avere noi per primi la luce accesa nel cuore. Spesso preghiamo per le guerre lontane — ed è giusto e necessario — ma dimentichiamo che la pace va accolta e custodita prima di tutto dentro di noi e in casa nostra, nelle nostre relazioni quotidiane. La pace non è solo un traguardo lontano, ma un modo di camminare insieme ogni giorno.
Un mondo che investe sulla paura
Purtroppo, oggi sembra che la società non ci creda più. Molti governi si preparano alla guerra pensando che la forza sia l’unico modo per farsi rispettare. I rapporti tra i popoli si basano più sulla paura che sulla fiducia o sulla giustizia. I numeri fanno impressione: nel 2024 le spese per le armi sono aumentate tantissimo, toccando cifre astronomiche.
Tutto questo clima purtroppo influenza anche i più giovani, che a volte arrivano a farsi giustizia da soli, anche per motivi banali. Il problema, quindi, non è solo economico, ma educativo. Invece di insegnare il valore della vita, spesso passa l’idea che la sicurezza venga solo dalle armi o dalle punizioni. Ma Gesù ci insegna una strada diversa: il male si vince solo mettendo in campo ancora più bene. Ha detto il Card. Matteo Zuppi. “Solo investendo nella relazione, nell’esempio e nella formazione delle coscienze possiamo costruire un futuro più umano e più giusto…E’ il primato della indispensabile dimensione educativa sull’aspetto solamente repressivo” (Consiglio permanente della CEI 26.01.2026)
Il nostro impegno: “disarmare” il cuore
La bontà è “disarmante”. Pensate a quanto ci cambia l’amore per un figlio o la tenerezza verso chi è fragile: sono queste le cose che ci toccano davvero il cuore.
Il tempo che abbiamo davanti ci chiede di “disarmare” i nostri pensieri e le nostre parole. Dobbiamo usare gesti di umiltà e di bontà per lasciare ai giovani un mondo migliore. Le religioni, e ogni persona di buona volontà, hanno il compito urgente di costruire ponti, evitando di trasformare i propri pensieri in “armi” contro gli altri.
Scrive papa Leone XIV “L’amore cristiano supera ogni barriera, avvicina i lontani, accomuna gli estranei, rende familiari i nemici, valica abissi umanamente insuperabili, entra nelle pieghe più nascoste della società. Per sua natura, l’amore cristiano è profetico, compie miracoli, non ha limiti: è per l’impossibile. L’amore è soprattutto un modo di concepire la vita, un modo di viverla. Ebbene, una Chiesa che non mette limiti all’amore, che non conosce nemici da combattere, ma solo uomini e donne da amare, è la Chiesa di cui oggi il mondo ha bisogno (Dilexi Te , 120).
Il Vangelo ci dice che Maria custodiva e meditava tutto nel suo cuore. Forse oggi più che alimentare l’odio, anche attraverso pubblicazioni sui social, non sempre rispondenti ad una lettura oggettiva di una realtà sempre più complessa, c’è bisogno di silenzio, riflessione, dialogo, preghiera. Solo così potremo rendere la nostra Chiesa e le nostre Caritas delle vere “case della pace”, luoghi dove si impara a risolvere i litigi, ad essere giusti e a perdonare. Solo così potremo essere lievito nella pasta del mondo, sale dento una mentalità insipida, luce in una società che sperimenta il buio.
La pace non è un’utopia impossibile, ma qualcosa che costruiamo giorno dopo giorno, con un po’ di creatività e tanto cuore. Maria, Madre di Dio e Madre nostra, accompagni i nostri passi su questa strada.



