“Don Buonasera lo so che già è tardi ma il mio cuore non riesce a riposare a vedere queste cose. Nel video vedi Salvatore il Signore che viene alla Caritas, non ha dove dormire: è in piazza” (Messaggio whatsapp 15/10/2026 ore 02:33)
La stanchezza non ferma
gli occhi di un ragazzo venuto da lontano,
tornato dal lavoro a notte fonda, le due e trentatré.
Oltre il vetro della finestra, nella piazza muta,
c’è l’ombra di Salvatore, l’uomo senza dimora
che ogni sera cerca un lembo di riparo dal freddo.
E il cuore batte, non riesce a riposare:
parte un messaggio urgente, un’eco nella notte.
“Don, è Salvatore. Io non posso dormire vedendo tutto questo.”
È questione di sguardi.
Dall’altra parte della strada,
nella stessa notte, mentre vien giù la pioggia,
un altro sguardo attentamente osserva
quel fratello alla ricerca di un tetto.
Ma dietro la serranda socchiusa
la scena cambia volto:
il telefono si alza, scatta, cattura immagini
da dare in pasto alla cronaca di domani,
materia viva per la prima pagina.
È questione di sguardi.
E pian piano si fa strada un altro giorno,
la luce timida fa capolino sul mare,
ma il sole non scalda le corte giornate autunnali.
E in qualche stanza silenziosa,
al di là di una ordinata scrivania,
davanti allo schermo freddo di un computer,
si organizzano tavoli di lavoro:
con parole misurate si parlerà dei poveri.
Ma quando scenderà di nuovo la notte,
Salvatore sentirà ancora freddo.
È questione di sguardi.
L’estate soffocante è alle spalle: nei supermercati sono spuntati i primi panettoni e l’aria fredda già preannuncia l’arrivo dell’inverno. Mentre le nostre città si preparano a riempirsi delle solite, costose luminarie per le feste natalizie, gli avvenimenti di questi giorni mettono addosso un senso di tristezza e inquietudine.
Basta guardarsi attorno: guerre sempre più tragiche e interminabili, episodi di violenza inaudita anche da parte di ragazzini che rovinano pacifiche manifestazioni, mancanza di un rifugio per i cosiddetti “invisibili” che fanno pensare a una storia lontana narrata dal Vangelo dove di una giovane coppia, arrivata a Betlemme, si dice: “Non c’era posto per loro nell’alloggio” (Lc 2,7).
Nella ricorrenza dell’ottavo centenario della morte si è parlato molto di San Francesco d’Assisi. Forse oggi, proprio come allora, abbiamo bisogno di chi sappia rimboccarsi le maniche per “riparare” non solo la Chiesa, ma l’intera società. È tempo per tutti, senza eccezioni, di fermarsi e cambiare prospettiva. Non una semplice correzione di rotta, ma una vera e propria rivoluzione dello sguardo per imparare a guardare noi stessi, gli altri e il mondo con gli occhi della compassione.
I social ci bombardano continuamente di negatività, cercando di convincerci che il male domini ovunque. Ma basta sintonizzare lo sguardo con quello di Dio per accorgersi che il bene continua a germogliare in silenzio, nascosto nelle pieghe della vita quotidiana. Per questo motivo la Caritas diocesana inizierà a pubblicare ogni mese storie belle di persone che vivono nel nostro territorio.
Fa pensare il messaggio di un ragazzo, inviato l’altra notte alle 2:33. Rientrato tardi dal lavoro, affacciatosi alla finestra, aveva visto, per l’ennesima volta, un “senza dimora” solo e infreddolito sulla piazza deserta. Ha scritto: “So che è tardi, ma il mio cuore non riesce a riposare nel vedere queste cose.” Fortunatamente c’è ancora chi rifiuta l’indifferenza e custodisce la propria umanità.
Fermiamoci e lasciamoci interrogare da ogni nome, ogni storia, ogni volto che incrociamo. La celebrazione della Giornata Mondiale dei Poveri del prossimo 15 novembre, che ha come tema “Il Signore è il rifugio del povero” (cfr Sal 14,6), sia occasione, come invita a fare Papa Leone, per verificare il nostro modo di guardare le persone e di vivere la carità. Il Signore si fa rifugio del povero attraverso il volto e l’azione della sua Chiesa. Scriveva fratel Biagio Conte: ““Carissima e amata umanità: coraggio, non perdiamo la preziosa speranza di un mondo migliore e più giusto. Sento nel cuore, grazie al buon Dio, di incoraggiare questa sofferente società e ogni essere vivente, ogni uomo ed ogni donna di questa terra, aiutiamoci gli uni con gli altri per ricostruire insieme la pace e la vera speranza”



