Da dove nasce il Progetto “Mi fido di noi”
Negli ultimi anni, complice anche la crisi pandemica e la conseguente crisi economica, la povertà è aumentata soprattutto tra quei gruppi sociali che già vivevano situazioni di fragilità. Per rispondere a questa realtà, è fondamentale rafforzare le reti di sostegno, promuovere alleanze tra soggetti pubblici e pri- vati e sviluppare strumenti innovativi di inclusione finanziaria. In particolare, è necessario:
• Promuovere una cultura del risparmio che favorisca scelte di vita più so- stenibili, contrastando l’illusione di soluzioni facili come il gioco d’azzardo.
• Sviluppare programmi di educazione finanziaria rivolti a giovani e adulti.
• Offrire strumenti concreti di sostegno economico per chi non può accedere alle forme ordinarie di credito, con un approccio integrato e mirato.
L’obiettivo è contribuire a contrastare la povertà e l’esclusione sociale, stimo- lando l’empowerment delle persone e restituendo loro fiducia e opportunità.
Il progetto come “segno di Speranza” giubilare
Nella Scrittura il prestito, non tanto il dono o l’elemosina, è presentato come l’azione fondamentale che indica apertura e relazione verso l’altro mettendo in primo piano la sua responsabilità di adulto, viene stimolata la sua creatività, le sue capacità a cui egli dovrà attingere per poter restituire quanto ricevuto. Con l’istituto del prestito è possibile, inoltre, instaurare una relazione di recipro- cità che si snoda nel tempo: chi presta si priva di qualcosa che poi, in seguito, potrà ricevere di nuovo come dono. Una relazione di reciprocità, significata dalla mano aperta per prestare, e allo stesso modo aperta per accogliere di nuovo qualcosa in dono.
Nel solco della tradizione giubilare della remissione dei debiti (cfr. Levitico 25, 8-28) si aggiunge così un ulteriore valore comunitario: il Progetto, infatti, non è solo un’operazione finanziaria. Alla Comunità ecclesiale si chiede di agire innanzitutto in termini di ascolto dei bisogni delle persone in difficoltà ad accedere al credito ordinario (singole persone con fragilità sociale, famiglie indebitate, ecc..) e poi di offrire loro sup- porto nell’iter previsto, in rete con gli altri soggetti previsti dal progetto.
Cosa è?
Il Progetto di Microcredito Sociale “Mi Fido di Noi” intende sostenere l’accesso al microcredito sociale per persone e famiglie in condizioni di fragilità economica, offrendo loro un aiuto concreto per far fronte a spese mediche, canoni di locazione, accesso a servizi pubblici essenziali, spese scolastiche, unito a un percorso di accompagnamento da parte delle Caritas diocesane per favorire la loro autonomia finanziaria. Non si tratta così di una iniziativa isolata, ma di uno strumento complementare ai percorsi di accompagnamento già previsti dalle Caritas che passa soprattutto dal coinvolgi- mento delle comunità locali. Il microcredito è un prestito di piccole dimensioni, a tassi particolarmente vantaggiosi e senza particolari necessità di garanzia. Questo favorisce l’accesso al credito anche da parte delle fasce della popolazione più esposte alla povertà, e di conseguenza aumenta l’opportunità di migliorare i loro standard di vita. Si tratta, in sostanza, di generare una crescita per l’economia inclusiva che sia in grado di sostenere il reddito di persone e famiglie in condizioni di vulnerabilità e produrre valore sociale e ambientale condiviso nel territorio. Non si tratta invece di uno strumento di cancellazione del passato, ma è piuttosto di un’azione di valorizzazione delle esperienze e delle risorse di ciascuno, per cre- are opportunità di ricostruzione personale e di “seconde opportunità” per i beneficiari.
Le persone e le Comunità al centro del Progetto
L’accompagnamento della persona è l’elemento di novità del Progetto “Mi fido di Noi”, ma è anche un elemento che contraddistingue il lavoro che volontari e operatori impegnati nelle Caritas diocesane svolgono quotidianamente. Esso si fonda inoltre sul lavoro in Rete, che richiama l’esigenza di un costan- te dialogo tra gli attori del programma sia nazionali che locali e di un costan- te monitoraggio dei dati e dello sviluppo del programma. La cura dell’animazione pastorale è un terzo elemento di forza del programma. Il collegamento con il Giubileo, e la stessa partecipazione della società civile diventano uno strumento di animazione, là dove l’invito a privarsi di qualcosa per aiutare un altro membro della Comunità in un’ottica di redistribuzione tra le persone, permette ad uno strumento finanziario di contribuire ad un proces- so virtuoso e diventare uno strumento di partecipazione alla costruzione del Bene Comune. È a partire da questo che la partecipazione della società civile viene proposta come strumento pastorale di coinvolgimento e come forma di raccolta di risorse economiche e non, che preveda una restituzione non solo in termini economici ma di crescita delle persone, delle famiglie e dei territori.
I beneficiari del progetto di microcredito sociale sono soggetti in condizioni di povertà e vulnerabilità economica, sociale ed energetica, ovvero:
• Famiglie italiane e straniere regolarmente soggiornanti, con capifamiglia che sono temporaneamente fuori dal mercato del lavoro ma in età lavorativa.
• Giovani famiglie.
• Persone singole italiane e straniere regolarmente sog- giornanti
• Anziani soli (over 65).
• NEET e giovani disoccupati in condizioni di povertà (18-35 anni).
• Studenti.
• Persone vulnerabili.
• Donne vittime di violenza.
Il reddito deve essere effettivo e documentabile.
Le caratteristiche dei beneficiari
Le caratteristiche dei beneficiari sono le seguenti:
a) momentaneo stato di disoccupazione;
b) sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per cause non dipendenti dalla propria volontà;
c) crisi di liquidità e riduzione imprevista del reddito dovuto a cause di forza maggiore o ad emergenze internazionali, nazionali e locali;
d) sopraggiunte condizioni di non autosufficienza propria o di un componente il nucleo familiare, con esclusione del coniuge o partner maltrattante;
e) significativa contrazione del reddito o aumento delle spese non derogabili per il nucleo familiare, con esclusione del coniuge o partner maltrattante.
I finanziamenti che progetto di microcredito sociale permette di erogare ai beneficiari sono destinati all’acquisto di beni o servizi necessari al soddisfacimento di bisogni primari del soggetto finanziato o di un membro del proprio nucleo familiare, tra cui, a titolo esemplificativo e non esaustivo, spese mediche, canoni di locazione, spese per la messa a norma degli impianti della propria abitazione principale e per la riqualificazione energetica, tariffe per l’accesso a servizi pubblici essenziali, quali i servizi di trasporto e i servizi energetici, spese necessarie per l’accesso all’istruzione scolastica.
